Concetti come patchwork, quilting possono sembrare estranei al nostro vivere quotidiano. Eppure queste invenzioni delle donne sono espressioni di lavori eseguiti e conosciuti già dalle civiltà antiche dell’India, della Persia e dell’Egitto e che non hanno mai smesso di esercitare il loro fascino sull’umanità. Adesso non è soltanto più per utilità primaria destinata a proteggere l’uomo dal freddo ma come espressione di una ricerca per il bello e l’armonioso intrecciando ed unendo con varie tecniche pezzettini di stoffe di colori diversi dandone anche un significato simbolico.

 

I Romani e più tardi nel medioevo i crociati hanno introdotto quest’arte nell’Europa. La parola "quilt" deriva dal latino "culcita" o "culcitra" e sta a significare un sacco o materasso riempito con paglia e trapuntato. I Romani erano dei veri artigiani esperti nel confezionare con questa tecnica materassi, cuscini e coperte.

I Crociati (XI° sec.)impegnati nella conquista delle terre d’oriente rimangono affascinati e colpiti dai disegni dei vessilli, degli stendardi, delle tende e del modo di confezionare gli abbigliamenti del popolo saraceno. Iniziarono a confezionare le loro giubbe con la tecnica del quilting in quanto offriva una buona protezione contro il freddo, contro le armi primitive e come protezione del disagio causato dalle maglie della corazza. Infatti "quilting" significa il cucire insieme di tre strati di stoffe di cui lo strato intermediario era di lana. Oggi anche cotone, fiberfill, lana.

Ciò sta a dimostrare che questi lavori non erano semplici passatempi per creazioni artistiche ma erano principalmente una interpretazione della necessità di sopravvivenza dell’uomo durante gli inverni freddi e nelle guerre.

Nell’Europa settentrionale le donne si impadroniscono di questa tecnica arricchendola con dei bellissimi disegni di impuntura e confezionano abiti, tendaggi, coperte, veri capolavori per i nobili e ricchi i cui palazzi erano spesso freddi e umidi. Erano soltanto loro che potevano permettersi tale lavoro in quanto la manifattura richiedeva tempo e impegno lavorativo di alta qualità..

Nel Sud dell’Europa, in Italia, intorno al XIII° sec. e all’inizio del XIV secolo i lavori di quilting diventano espressioni di un ingegno artistico fuori del comune prevalendo sull’utilità. L’imbottitura è aumentata al fine di ottenere un maggior rilievo fissando i vari disegni con dei punti regolari i cosiddetti "trapunto"o "matelassé,"appliqué. Un bell’ esempio di questa tecnica è il trapunto fiorentino e le coperte di seta in Sicilia.

La dalmatica era per i Romani una tunica bianca con i lati aperti che lungo i secoli si trasformò in un indumento liturgico portato da diaconi e vescovi durante le benedizioni e le messe solenne.

Nel 18° secolo uomini e donne indistintamente portavano vestiti realizzati con il metodo quilt e le donne riempivano le sottogonne con uno strato di lana per accentuare il rigonfiamento della gonna esteriore, oltre alla necessità di tenere caldo.

La maggiore divulgazione di questi lavori si manifesta in America fra il 1750 e 1890.

Sono i primi colonizzatori del XVI secolo provenienti dall’Europa ad introdurre nelle nuove terre l’arte del "quilting" e aggiungendo la tecnica del "patchwork".

Fino al 1783 gli Stati d’America erano delle colonie dell’Inghilterra.

Coloni Olandesi, Germani e Francesi portarono le loro culture e nel tentativo di adattarsi alle nuove situazioni erano costretti a sostenere una dura lotta di sopravvivenza.

La persecuzione religiosa di cui essi erano soggetti nell’Europa del seicento, in piena riforma protestante, la povertà per secoli subita li spingevano di cercare altri sbocchi di vita. L’America sembrava la terra ideale.

 

Nel 1776 a Filadelfia nel Pensylvania fu firmata la dichiarazione d’Indipendenza dall’Inghilterra: Questa città divenne il simbolo non solo della libertà ma anche della fraternità e molte comunità religiose trovarono la tolleranza.

I primi coloni portarono con se non soltanto l’ascia, il fucile,un sacco di granturco (parole di apertura della Costituzione americana) ma anche una "Scrap Bag", un sacco di ritagli di stoffe di abiti smessi, di sacchetti vuoti di grano, di zucchero, di caffè, conservati con amore e diligenza delle madri di famiglie in un cesto contenenti i beni della famiglia stessa.

Era la situazione sociale ed economica che li spingeva al ricupero delle materie che a causa dello sfruttamento da parte dell’Inghilterra e della Francia erano diventate costosissime. Un esempio chiarificativo era la produzione della materia prima del cotone coltivato nella Louisiana (colonia francese). Il cotone grezzo fu portato in Francia dove a suo volta fu inviato in India a Calcutta per la tintura e la stampa e nuovamente rispedito nella Louisiana ( cotone conosciuto con il nome "calicot")

Risulta vitale e logico il riutilizzo dei pezzettini e quadri di stoffe ancora riciclabili. Nasce il patchwork. Il verbo "to quilt" (trapuntare) ha dato il nome al lavoro dell’assemblaggio dei vari pezzi (patch) o strati per tenerli insieme e di trasformare l’aspetto visivo in una trasposizione artistica con disegni ispirati a delle immagini che essi incontrarono lungo il loro cammino .Le loro realizzazioni diventano lungo la storia espressioni di vita vissuta con l’intento di testimoniarla e di lasciare un ricordo, un’ emozione, un sentimento per gli altri che non sempre sono presenti.

L’industrializzazione dei filati ha fatto aumentare la produzione delle stoffe e l’invenzione della macchina da cucire per merito di Singer per l’utilizzo casalinga ha promosso in modo considerevole lo sviluppo dei lavori di quilting tanto da diventare una ricchezza, un vero patrimonio culturale e originale.

La produzione creativa del patchwork sembra conoscere una stasi fra gli anni 1940 e 1970.

L’assunzione delle donne in fabbrica, l’industrializzazione dove grande quantità di merce a basso costo invade i mercati, l’ondata di emancipazione femminile dove i lavori tradizionali femminili sono rifiutati sono tutte cause di questo rallentamento di produzione. Fortunatamente nasce il Movimento Femminile Americano che riscopre la specificità dei capolavori realizzati lungo i secoli, si appropriano delle varie tecniche e tramite delle piccole riunioni, i cosiddetti "Quilting bee" o "Quilting party" delle esperienze individuali sviluppando la socializzazione fra varie generazioni e ceti sociali creando idee nuove.

La prima mostra di quilt fu organizzata nel Whitney Museum in New York nel 1971. Seguono le esposizioni di Amsterdam e Parigi che reintroducono l’arte dimenticata facendo conoscere agli europei le nuove prospettive di realizzazioni di arazzi e coperte e varie applicazioni. Queste esposizioni diedero un vero lancio al quilting. Un lavoro stimolato da artisti americani, europei e giapponesi creando un universo di nuove prospettive artistiche.

Bisogna dedicare una attenzione particolare agli Amish le cui donne hanno dato maggior sviluppo alla nobile arte del quilting.

Il movimento nasce in Svizzera ad opera di Jacob Amman detto "il Patriarca" nato nel 1644. Egli vuole condurre i suoi ‘ fratelli’ verso una vita rigorosa e disciplinata improntata ad una maggiore semplicità. In ragione della sua forte personalità entra in conflitto con la comunità di anabattisti.

Gli Amish diventano un ordine religioso basato su una regola ferrea. L’Ordnung’ L’ordine che regola ogni aspetto della vita dalla nascita fino alla morte.

L’unico modo possibile per seguire gli insegnamenti di Gesù è di vivere in comunità, di estraniarsi alle cattive influenze del mondo moderno. Rinunciano all’illusione del libero arbitrio, all’emozione e si accontentano di nascere dentro le loro etnie e di viverci in modo più umile possibile. Rifiutano l’elettricità il telefono. Gli uomini si dedicano agricoltura (come è scritto nella bibbia) e le donne oltre i lavori domestici si dedicano al patchwork e quilt che esse hanno imparato dai mennoniti. E’ una attività a loro congeniale perché riflettono la semplicità del Plain People (popolo semplice).

Il patchwork riflette pienamente l’austerità del loro credo di vivere.

L’originalità di queste creazioni delle donne Amish non sta nel tipo di tessuto ma nell’uniformità dei colori, tutti scuri e di tinte unite. Fino al 1940 esse tessevano i tessuti, li tingevano con erbe raccolte nei boschi o coltivate con cura nei loro giardini. Ora è una fiorente attività e forma un sostegno finanziario per le famiglie Amish.

Le tecniche sono molteplici e varie.
Una realizzazione era il confezionare un quadro. Sul "blocco" veniva ricamato un proverbio o un augurio. Questi blocchi erano composti da varie forme e divisi secondo l’estro creativo in 4,5,6,7,8,9 parti.

Dagli anni 1930 in poi cresce l’importanza delle forme geometriche come i pezzettini di forma esagonale che uniti sono definiti come patchwork mosaico.
Un quilt come già detto è composto da tre strati. Uno strato superiore chiamato top è decorato tramite patchwork o applicazioni. Un secondo strato di riempimento (batting) e la fodera. Lo strato intermediario deve essere scelto con cura. Sul mercato esistono vari materiali da usare secondo la destinazione del quilt. Esistono materiali come il fiberfill (poliestere, economico e facile al lavaggio). Lo spessore va da 60 gr fino a 220 gr. Altri materiali possano essere il barrino di puro cotone o classic barrino con poliestere anche lana.

CRAZY

I ritagli usati per riparare le preziose trapunte con delle toppe dava alla fine un disegno irregolare e veniva chiamato "Crazy" (pazzo).

Il "Crazy" ritorna di moda alla fine del XIX° secolo quando le ricche dame confezionarono delle bellissime coperte per le loro carrozze utilizzando pezzi di seta con ricami ed arricchite con la passamaneria.

LOG CABIN
Forse il più apprezzato, il più variato, il più amato è il motivo della "Log Cabin" (Capanna di tronchi). Attorno ad un quadrettino centrale che rappresenta il focolare acceso vengono cuciti delle strisce di stoffe . Le strisce raffigurano i tronchi d’albero della capanna. I colori usati sono contrastanti fra di loro. Questo contrasto simbolizza lo spazio nella capanna illuminata dal fuoco centrale. Un lato del quadrato è illuminato , l’altro rimane nell’ombra.
Innumerevoli sono le possibilità di realizzazione.

 

TWISTED LOG CABIN
Altre realizzazioni sono il Twisted Log Cabin dove le strisce di tessuti sono girati (twisted).

 

Il Log cabin per quanto da molti preferito non è la sola realizzazione.


La tecnica del PIECING
I quilt in cui sono rappresentati dei cesti, oggetto di quotidiano uso nella vita, sono alla base di molti modelli sia a "piecing" che in applicazione. Dalle stoffe di cinz in voga nel XVIII sec venivano ritagliati i cesti ed applicati su un tessuto di tinta unita con dei punti di ricamo la cosiddetta "Broderie Perse". Spesso questo medaglione costituiva il centro di un quilt di più grande dimensione. IL cestino ritorna nel suo utilizzo nel 1920 ma in forma più stilizzata. I modelli più antichi di Blocchi con cesto centrale risalgono al 1839 .


Altre realizzazioni tipiche sono:

  • Il Bargello

 

  • Applicazioni (Baltimore, Celtic)

 

  • Mariners Compass
  • Weddingd Rings
  • Seminole

Le realizzazioni del patch e quilt non si riducono alle sole forme geometriche composte ma attingono alla natura, ricca di immagini suggestive. Le composizioni di pezzettini di stoffe irregolare e di vari colori creano secondo il proprio estro dei vari quadri.